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Rottura dei giunti di dilatazione per il traffico pesante, sicurezza e manutenzione.

Nelle zone produttive ad alta intensità, come nel settore del packaging cartario, il pavimento non è solo una base d’appoggio: è un componente meccanico del sistema logistico. Quando un giunto strutturale cede, non si tratta più di un problema estetico, ma di una minaccia diretta alla stabilità dei carichi e alla vita degli operatori.

In questo intervento mirato, Worke ha affrontato una situazione critica: un taglio di dilatazione ammalorato in un punto nevralgico di transito, dove le vibrazioni minacciavano di ribaltare i muletti carichi di bobine pesanti.


travetto riparazione
fresatura giunto di dilatazione
SCHEDA INTERVENTO 📍 Contesto: Industria Packaging e Cartotecnica 🏭 Area Critica: Zona transito muletti pesanti (Corridoio logistico) ⚠️ Il Problema: Cedimento giunto strutturale, rischio sbandamento carichi 🛡️ La Soluzione: Ricostruzione con Massetto Epossidico Fibrorinforzato 🎯 Obiettivo: Messa in sicurezza immediata e Zero Fermo Produzione

 

A differenza dei normali tagli di controllo, i giunti di dilatazione strutturale sono punti di estrema criticità: sono più larghi, più profondi e soggetti a movimenti meccanici costanti. Nel caso di questa azienda di packaging, la situazione era al limite:

  • Sbrecciatura Profonda: Le sollecitazioni continue avevano sgretolato i bordi del travetto in calcestruzzo (fenomeno di spalling), creando un fosso.
  • Rischio Sicurezza: I carrelli elevatori, passando con carichi pesanti e baricentro alto, subivano sobbalzi violenti rischiando di perdere il carico o, peggio, di sbandare verso le postazioni degli operai a bordo linea.
  • Danni Meccanici: I colpi ripetuti stavano distruggendo le costose ruote in Vulkollan e l’elettronica dei mezzi.

La Soluzione Worke: Ingegneria, non solo Resina

Riparare un giunto strutturale colando semplicemente del prodotto sopra è inutile: il movimento lo spaccherà di nuovo in poche settimane. L’approccio Worke è stato radicale e definitivo, intervenendo nel cuore del supporto.

1. Demolizione e Ricerca del “Sano”

Abbiamo fresato meccanicamente l’area ammalorata rimuovendo tutto il materiale inconsistente. Per garantire una tenuta decennale, è necessario ritrovare il calcestruzzo sano e solido su cui ancorarsi. Senza questa fase preparatoria, ogni applicazione è destinata a fallire.

2. Il Cuore: Massetto Fibrorinforzato

Una volta preparato il “letto”, abbiamo ricostruito il volume mancante gettando un massetto resinoso fibrorinforzato. Questo materiale composito non è cemento comune: possiede caratteristiche fisico-meccaniche (resistenza a compressione e trazione) circa doppie rispetto al calcestruzzo tradizionale. Questo ci permette di sopportare i carichi dinamici dei muletti senza sgretolarsi.

3. Planarità e Finitura Saturata

Abbiamo lavorato il massetto per portarlo in perfetta complanarità con il pavimento esistente, eliminando ogni dislivello. Infine, la superficie è stata saturata con una finitura in resina ad alta resistenza, creando una continuità liscia ma antiscivolo.

Risultato: Lunedì mattina operativo

La vera sfida non era solo tecnica, ma temporale. Grazie all’uso di formulati a rapido indurimento e all’organizzazione delle nostre squadre, l’area è stata ripristinata durante il weekend.

Il lunedì mattina, i muletti sono tornati a correre su una superficie perfettamente piana, eliminando le vibrazioni e ripristinando la sicurezza per gli operatori, senza aver perso un solo minuto di produzione.

“Un giunto rotto costa dieci volte la sua riparazione: in ruote distrutte, merce danneggiata e rischio infortuni. Sistemarlo subito è un investimento, non una spesa.”

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